Tagli&Privatizzazioni: la situazione è grave ma non seria

Le lapidarie parole di Flaiano non potrebbero descrivere meglio l’attuale situazione politico-economica italiana. Alla chetichella, sotto elezioni, è passato il via libera alla nuova rata di privatizzazioni (le cui ragioni macroeconomiche potete leggere qui: http://goofynomics.blogspot.it/2013/07/la-svendita-pud-pagina.html ): Poste, Enav, una quoticina qui, una partecipazioncina di là, il tutto dal Governo che avrebbe dovuto mettere mano alle Authority e, finora, si è sentita solo la proposta di istituirne un’altra (se non mi sbaglio la ventesima) per il Terzo Settore, questo per far capire che le privatizzazioni non comportino alcun taglio ai vari poltronifici di sottogoverno, anzi.

Sabato scorso c’è stata a Roma la manifestazione per i beni comuni e contro le privatizzazioni. Un momento utile, sicuramente, ma ancora figlia di quella retorica dei ‘beni comuni’ che continua a non capire come l’aggressione alla dimensione collettiva passi anzitutto per la delegittimazione del ruolo pubblico nel mercato. Servirà? Non credo, perché lo stillicidio di tagli e privatizzazioni, dal vertice al nostro cortile di casa continuerà indisturbato fintanto che non verrà rimodulato al rialzo il livello delle rivendicazioni di sistema e la loro elaborazione progettuale, in grado di andare oltre qualche parola accattivante ma poco pregna di contenuto. Fossilizzarsi su un catalogo di ‘beni comuni’ è una strada senza uscita perché continueranno a vendere pacificamente le Terme di Recoaro http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/726768_terme_di_recoaro_in_vendita_via_alle_offerte_dacquisto/ , a tagliare collegamenti ferroviari nelle valli (certo, poi ci sono altre valli che domandano solo di essere lasciate in pace… ma questa è un’altra storia…) http://www.youtube.com/watch?v=lxe62w2_rAg . Quest’ultima protesta della Confartigianato di Belluno è particolarmente interessante, perché dà chiaramente l’idea che ‘i piccoli’ abbiano bisogno dei servizi pubblici, possibilmente economici ed efficienti quindi è un piccolo passo per riscoprire l’acqua calda, che è un bene comune anche quello, cioè che la dimensione pubblica-statuale o locale- è l’unico strumento per l’azione concertata e aggregata dei soggetti deboli uti singuli. Riusciranno i nostri eroi?

Alberto Leoncini

ps. Pare che anche a Salonicco vogliano l’acqua del sindaco… http://www.youtube.com/watch?v=kZB7MR1PGKU&feature=youtu.be

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