Matteotti, don Diana e la cultura politica. I testimoni scomodi

Non so se vi sia capitato di vedere ‘Per amore del mio popolo’, la fiction RAI su don Peppe Diana realizzata per il ventennale del suo assassinio (1994-2014, qui trovate un bel ricordo di don Luigi Ciotti http://www.youtube.com/watch?v=gpKGCi8hGTc  ). È stata sicuramente un’occasione per fornire al grande pubblico uno spunto sull’operato di quel grande testimone del Vangelo che ha fatto della lotta alla camorra una missione costatagli la vita. La qualità dello sceneggiato non è eccelsa, ma tutto sommato risulta gradevole; quando lo vidi, tuttavia, ci fu un passaggio che viene sostanzialmente lasciato irrisolto: la vittoria del sindaco appoggiato da don Diana viene eclissata e liquidata in pochi spezzoni. Al momento non diedi molta importanza alla cosa ma in questi giorni, leggendo le notizie dei ballottaggi, non ho potuto non gioire nell’apprendere che Renato Natale, il candidato sindaco sostenuto da don Diana nella fiction, è stato rieletto sindaco a Casal di Principe (nella vita reale, cfr: http://www.huffingtonpost.it/2014/06/09/casal-di-principe-renato-natale-sindaco_n_5474302.html  ). Ho scoperto che la sua esperienza amministrativa durò solo 11 mesi. Ora, alcune riflessioni:

  1. Considerato il puzzo di stantio che si respira nella sagrestia media, appare ancora più commendevole il gesto di don Diana nell’appoggiare un sindaco non per il suo essere baciapile ma per il suo effettivo farsi carico delle necessità della comunità.
  2. Vi rimando a queste brevi riflessioni, interessanti specialmente verso la fine, in cui Natale dice chiaramente che, dopo la scomparsa dei partiti di massa, PCI anzitutto, manca una cultura politica in grado di permettere alle persone ‘normali’ senza piecdì e master in bisinissaministrescionalò di occuparsi del bene pubblico, e se siamo in queste condizioni una fetta di responsabilità va anche a chi ha allegramente dissipato quell’eredità. Da lì si deve ripartire, così è se vi pare, e anche se non vi pare.

 http://www.youtube.com/watch?v=yMOeLKKtgCc

http://www.youtube.com/watch?v=1lqBOtw1-qI

Ciò detto, e dopo aver fatto i migliori auguri di buon lavoro a Natale, abbiamo celebrato un altro- triste- anniversario: quello dell’assassinio di Giacomo Matteotti lo scorso 10 giugno. Ora, non ripercorrerò le virtù civiche e morali di quella figura, vorrei solo ricordare che una delle concause della sua definitiva condanna a morte fu l’aver ficcato il naso sul giro di mazzette pagate dalla statunitense Sinclair Oil al regime per assicurarsi condizioni di estremo favore nello sfruttamento delle risorse del Paese. Questo per ricordare, una volta di più, l’attenzione e il prezzo pagato dalla sinistra per difendere le prerogative democratiche anche nella gestione e nell’allocazione delle risorse economiche. Questo senza voler naturalmente togliere nulla ad altre figure appartenenti all’ambito cattolico, come Enrico Mattei. Lo facciamo sapere a quelli che organizzano HappyDays (ndr. Si tratta del nome della ‘festa democratica’ di quest’anno…)?

 http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/10/giacomo-matteotti-uccidete-me-non-ucciderete-le-idee-che-sono-in-me/1021581/

Vedete, tra le varie cose che mi accomunano ad Alberto Bagnai, al di là del nome e delle prospettive di analisi pur da approcci culturali diversi (confesso che prima di leggere il suo libro ignoravo totalmente la teoria delle OCA di Mundell…), c’è il fatto di aver intuito che la gestione della crisi greca fosse un punto di non ritorno e prefigurasse uno sviluppo inquietante per molti paesi del Vecchio Continente, a partire dal nostro, va da sé. Ora, al di là dell’ostracismo subìto in questi anni di opposizione al progetto integrazionista e degli sberleffi vari ed eventuali, vorrei svolgere qualche riflessione su alcuni dati che stanno emergendo ormai in modo assolutamente visibile e inconfutabile: l’integrazione europea e il conseguente modello di sviluppo mette in discussione anche i fondamentali diritti politici tanto cari ai liberali. L’euro, come dice sempre Bagnai, è un metodo di governo. Leggetevi un po’ quali sono state le reazioni delle ‘autorità’ alla volontà dei cittadini greci di esprimere il proprio parere sul servizio idrico in Grecia… Ecco, se poi volete fare un viaggio nell’orrore, nel quale comunque ci stiamo incamminando anche noi, andatevi a vedere il sito (trovate il link sempre nell’articolo…) dell’Hellenic Republic Asset Developement Fund… Non è ebay, ma ci siamo vicini.

http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=2696:referendum-per-lacqua-in-grecia&catid=187&Itemid=135

 

Alberto Leoncini

PS: Dunque il refrain è ‘oggi con l’Euro siamo protetti dalle speculazioni come quella del 1992’, ora sarebbe da capire perché gli stessi pescecani che ronzavano attorno all’Italia nel 1992 incrocino di nuovo in queste acque con petulante insistenza….

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/10/il-finanziere-soros-vuol-comprarsi-caserme-e-uffici-pubblici-italiani/1021677/

 

 

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Una risposta a Matteotti, don Diana e la cultura politica. I testimoni scomodi

  1. Cristina Carraro ha detto:

    Ciao Alberto, bellissimo il tuo ultimo articolo!

    Cristina

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