DeliberiamoRoma, tutte le alienazioni dell’Alieno/Nuovo numero di Indipendenza

Eccoci di nuovo qui a riprendere il filo del discorso lasciato in sospeso con lo scorso post su Farmacap, nel frattempo è stato presentato il piano di rientro del Comune di Roma. Per chi se lo ricorda, Marino si era proposto come un sindaco di rottura con la gestione Alemanno ma anche con le precedenti stagioni del centrosinistra, tanto da essere soprannominato ‘l’alieno’ per il suo essere estraneo anche rispetto alle logiche egemoni nel  Partito Democratico. Ora, non so dove inizi la contiguità e dove finisca l’adesione al pensiero economico mainstream tuttavia il dato politico che, secondo me, emerge è l’inadeguatezza nel comprendere come il ‘risanamento’ sia avvinto a doppio filo con le linee di politica economica che, in altra sede e condivisibilmente, a partire dalla nota ‘partita ACEA’, egli contesta. Proprio il suo assenso al dogma ‘TINA’ (There is no alternative) è ciò che rende le politiche perseguite particolarmente odiose. 

Nella migliore delle ipotesi si tratta di miopia che impedisce di comprendere come, accettando la automutilazione della sfera pubblica, verranno prima o poi messe in discussione le funzioni primigenie e fondanti le ragioni di esistenza dell’ente pubblico di cui lui è rappresentante. L’esiziale cocktail di alienazioni e privatizzazioni anzitutto preclude strutturalmente la possibilità di finanziarsi con entrate di natura corrispettivo/commutativa (utili e dividendi) e non risolve minimamente i problemi contabili, né delle aziende né dell’ente pubblico, visto che la maggiore ‘efficienza’ delle realtà privatizzate ha sempre coinciso con la fuoriuscita di migliaia di persone dai perimetri aziendali e dal loro scarico alla collettività tramite ammortizzatori sociali e istituti similari. Alla faccia del ‘risanamento’. Ma perché concentrarsi su Roma? Banalmente perché è il più popoloso ed esteso Comune d’Italia, poi perché le decisioni che da lì derivano hanno una caratura politica che nessun’altra realtà locale può avere. Non è tutto qui. Difatti Roma potrebbe farsi capofila di una nuova stagione di intervento pubblico in economia perché, recentemente, sono state riassegnate al Comune le azioni della Centrale del Latte, privatizzate dal duo Rutelli/Lanzillotta (chi si rivede…). In sostanza l’acquirente (Cirio) aveva violato il patto di non alienazione quinquennale cui la vendita da parte del Comune era subordinata. Dopo un articolato percorso fra varie giurisdizioni, sia civili che amministrative, il risultato è stato la riassegnazione al Comune. Nemmeno il tempo di godersi questo inaspettato risultato che le quote vengono inserite nel pacchetto di alienazioni stilato dal Comune. Ora, è ovvio che in una crisi di domanda vendere sia l’ultima cosa da fare (casomai bisognerebbe comprare, ma questa è un’altra storia…) ma, specialmente, riconvertire con progetti davvero innovativi l’esistente. Questa è la sfida per una politica che voglia effettivamente portare a un nuovo modello economico, il resto, scusate la franchezza, sono chiacchiere e ossigeno per ventilare un modello morto e sepolto. 

Non è tutto, perché la realtà romana ha dimostrato e tutt’ora dimostra un attivismo decisamente interessante sul terreno del ripensamento delle logiche egemoni. Non mi riferisco solo a esperienze come il Teatro Valle e simili (Angelo Mai etc…) ma anche a proposte di cittadinanza attiva come ‘Deliberiamo Roma’ ( http://www.deliberiamoroma.org/ ), per una riappropriazione dal basso di snodi vitali per la vita di una comunità. Va dunque sottolineata, una volta di più, l’inadeguatezza del ‘centrosinistra’ nel leggere i tempi e le richieste della popolazione, specie delle classi subalterne che dovrebbero essere il faro delle politiche del centrosinistra stesso (in altri tempi si sarebbe parlato di ‘compiere un’analisi di fase’…). Tutto ciò è tuttavia coerente con la fine dello studio dei rapporti di produzione e degli assetti dominicali sugli stessi. Molto meglio infarcire il dibattito di diritti civili. Qui di seguito trovate un po’ di rassegna sulle vicende che ho succintamente sviluppato. Per chi avesse voglia ci sono online anche le sentenze relative al caso ‘Centrale del Latte’, decisamente interessanti.

http://ilmanifesto.info/la-cura-marino-una-spending-review-da-440-milioni-in-tre-anni/

http://www.lazio24news.net/2014/06/30/salva-roma-ignazio-marino-mercoledi-si-reca-a-palazzo-chigi-44506/

http://www.giustizia-amministrativa.it/rassegna_web/110603/10unkf.pdf

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2013/04/21/news/parmalat_tornano_al_comune_di_roma_le_azioni_della_centrale_del_latte-57171359/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/22/centrale-latte-roma-parmalat-tira-volata-ad-alemanno-e-ritira-bilancio-2012/572267/

 

 

Con l’occasione faccio i migliori auguri alla neonata cooperativa di lavoratori che mira a riappropriarsi dell’Ideal Standard. Ancora una volta va registrata l’afasia degli enti esponenziali di interessi generali rispetto a crisi imprenditoriali che lasciano completamente sole le maestranze.Seguiremo comunque la vicenda. 

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2014/07/17/news/ideal_standard_cooperativa-91803470/

 

Altra comunicazione di servizio: è uscito il nuovo numero di ‘Indipendenza’ con un mio intervento proprio sui temi trattati in questo blog. Mi occupo e sistematizzo alcuni argomenti già svolti su derelictio, autogestione, funzione scriminante dell’art.838 c.c., campagna ‘Per una nuova finanza pubblica’ inserendoli nel contesto della crisi industriale italiana. Formalizzata e divulgata anche la nascita dell’omonima associazione che intende porsi come catalizzatore/aggregatore per le istanze di svincolo dai nodi strutturali della dipendenza nazionale.

Di seguito l’indice: http://indipendenza.lightbb.com/t1235-n-36-di-indipendenza

Copie-saggio e ulteriori informazioni possono essere richieste a info@rivistaindipendenza.org /URL www.rivistaindipendenza.org

Alberto Leoncini

chi fosse interessato scriva a info@rivistaindipendenza.org /www.rivistaindipendenza.org

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