BancaEtica a Treviso e BanchiFarmaceutici. Qualche riflessione…

Con la solita prospettiva locale/globale con la quale cerco di caratterizzare questo blog approfitto dell’inaugurazione della nuova filiale di Treviso di BancaEtica per svolgere qualche riflessione sul sistema creditizio. L’Italia, non so se lo sappiate, è l’unico paese europeo ad aver rinunciato sia al controllo della moneta sia all’apparato creditizio pubblico. Difatti la Gran Bretagna, come noto, ha mantenuto la sterlina oltre a essersi ritagliata il ruolo di principale piazza finanziaria del vecchio continente, mentre gli altri principali paesi  hanno mantenuto partecipazioni azionarie pubbliche in istituti di credito, vuoi come Stato centrale vuoi come enti locali/territoriali. Segnalo, tra l’altro, che fino agli anni ’90 l’Italia era il Paese con la maggior presenza pubblica nel sistema creditizio d’Europa (ovviamente nella ‘galassia IRI’).

Una delle conseguenze di questo fenomeno è la c.d. ‘gemellanza siamese’ per cui le banche socie della Banca d’Italia (che, fra l’altro, sono state beneficiare, come ricorderete, delle pingue rivalutazione delle quote) sono gli stessi soggetti che la stessa deve controllare. Ovviamente tutti noi quando parcheggiamo in divieto di sosta estraiamo un blocchetto per autocompilarci la contravvenzione…

Invocare in risposta a questo stato di cose lo strumento della finanza etica, di cui BancaEtica è sicuramente la realtà italiana più radicata, può essere sicuramente una prospettiva interessante ma nettamente deficitaria anzitutto perché si inserisce al di fuori di una prospettiva di politica economico/industriale pubblica, del tutto legittimamente essendo comunque una società privata, poi perché senza la forza d’indirizzo data dall’autorità statuale, e delle relative scelte di valore politiche, la capacità di penetrazione e correzione del ciclo è del tutto insufficiente. Un po’ come risolvere il problema dei tagli alla sanità con operazioni come il ‘Banco Farmaceutico’: impensabile e irrealistico. Ciò non significa che non siano azioni che vadano fatte, anzi io stesso mi sono fatto in più occasioni promotore, finora senza risultati, dell’attivazione di ‘punti raccolta’ per farmaci ancora utilizzabili presso la rete di FarmaciaTrevigiana, in cui il Comune di Treviso detiene ancora una quota del 20%. Tutte queste cose vanno fatte, l’importante è avere la consapevolezza della prospettiva politica entro cui si inseriscono. Vedete, io sono contrario a quelli che pensano che da un giorno all’altro si possa cambiare il mondo, ma sono altrettanto contrario a chi pensa di risolvere i problemi con l’idea ‘se ognuno fa qualcosa tutto può cambiare’. Quest’ultima affermazione può essere vera se c’è una chiara cornice politica, in altri tempi avremmo detto ‘se c’è dietro un’ideologia’. Comunque la si chiami, non si può, pena il fallimento, sostenere un’idea di cambiamento con una generica istanza di giustizia o buon cuore.

Il programma dell’inaugurazione di Banca Etica

http://www.bancaetica.it/blog/inaugurazione-banca-etica-treviso

Un servizio sull’indigenza sanitaria andato in onda ieri.

Alberto Leoncini

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