“I due Leoncini a Venezia”, un saggio di Domenico Carosso

“I due Leoncini a Venezia”, un saggio di Domenico Carosso

Con quello che Bagnai chiamerebbe un ‘sano e italico conflitto di interessi’ (http://goofynomics.blogspot.it/2013/05/declino-produttivita-flessibilita-euro.html , vedete che, alla fine, tutto si tiene…) segnalo l’uscita de ‘I due Leoncini di Venezia’ (Effata Editrice, €13,50, pp.64  http://editrice.effata.it/libri/9788874029839/i-due-leoncini-a-venezia/ ), cui anch’io ho collaborato in fase redazionale. Sempre per il principio ‘tutto si tiene’ e per la prospettiva locale/globale di questo blog, l’autore, Domenico Carosso, è il traduttore di ‘Ernst Jünger, una vita lunga un secolo’, monumentale biografia dell’intellettuale tedesco firmata da Heimo Schwilk e pubblicata in italiano sempre da Effatà. Quest’opera è risultata vincitrice della sezione biografie al Premio Comisso-Città di Treviso 2014. Di seguito ripropongo la mia recensione: http://www.abcveneto.com/pagine/doc13/art/leoncini.html scritta in occasione della presentazione a Venezia avvenuta lo scorso novembre.

“I due Leoncini a Venezia”, invece è un saggio con riproduzioni, poesie e altri scritti -nel dettaglio: gli articoli ne ‘La Permanente’- rivista d’arte milanese- di Marcello Leoncini, passi di un’intervista sull’arte a Paolo Leoncini curata da Giulio Ghirardi e un articolo da ‘Il Gazzettino’ di Ivo Prandin- dedicato alle opere pittoriche di mio nonno, Marcello, e mio zio, Paolo. È il primo sondaggio monografico sui due percorsi artistici; non solo, si tratta di uno scritto in grado di proporre uno scavo anche filosofico e un approfondimento che si dipani su piani più articolati rispetto al mero commento didascalico. La traccia argomentativa si muove, dicevo, con spunti da letteratura, filosofia e arte cogliendo con spiccato acume alcuni passaggi nodali dell’elaborazione artistica dei due autori, distanti e autonomi per quanto complementari,  non solo sul piano cronologico. Paolo raccoglie infatti un testimone portato avanti ancor oggi, quanto sotto il profilo culturale. Tanto Marcello è stratificato e sedimentato nell’elaborare una pluralità di spunti- dalle avanguardie al cubismo senza tralasciare la grande lezione rinascimentale e del tonalismo veneto- giungendo nella seconda parte della vita all’informale,  quanto Paolo, apparentemente rifugiato nel paesaggio (Malamocco e la laguna veneta, il Cadore, le capitali europee fino all’Islanda…) scuote l’osservatore tracciando nuove rotte verso un immaginario sognante- ‘sogni plasmati’, per dirla con le parole di Paolo Barbaro riprese anche da Carosso- nel quale la contemplazione del creato-  tratto questo tipico di tutta l’opera fin dagli esordi- sia al contempo un’esperienza concreta, quotidiana e il compimento di un disegno armonico, spirituale. Un impegno ‘sereno e disperato insieme’ (p.18) per dirla con Carosso.

Una risposta parzialmente diversa, quindi, rispetto alla ‘straniata geometria’ (p.10), come Carosso definisce la stagione a cavallo del periodo bellico ma più in generale l’intera fase pre-informale, con la quale Marcello racchiude la propria, personale, testimonianza del mondo che lo circonda. Testimonianza che, com’è noto, si caratterizza anzitutto per il suo essere narrazione di un fatto percepito e dunque guardato attraverso le proprie lenti:  “la nostalgia dell’origine, del momento sacro e intoccabile in cui le cose avevano un senso proprio, fondante e definitivo, del quale ci restano i relitti scomposti del mito, in un continente sommerso” (p.8). L’orizzonte semantico- la laguna, le metafore marine, le isole, la navigazione- pare evocare l’immagine, così novecentesca e dunque così pertinente per descrivere il percorso di Marcello, degli ossi di seppia cui la pittura risponde, come dice giustamente Carosso, con l’inesausta spinta dell’autore a collocare “il proprio lavoro compiuto, e dunque se stesso, nell’eternità, in ciò che è- se si preferisce- intemporale” (p.14). Una notazione, quest’ultima, particolarmente utile per leggere diacronicamente anche la già citata stagione informale.

www.marcelloleoncini.it

http://editrice.effata.it/libri/9788874029839/i-due-leoncini-a-venezia/

Alberto Leoncini

Addendum: Comunicazione di servizio… Più attinente ai temi del blog: qui trovate una rassegna ancora più completa degli ‘investimenti cinesi’ (=investimenti dello Stato cinese= debito estero contratto con lo Stato cinese) in Italia. Questo per chi è convinto che l’intervento pubblico nel mercato sia anticaglia.Ne avevamo parlato qui: https://chininodistato.wordpress.com/2014/08/28/leconomia-della-passata-al-pomodoro/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/27/cina-le-mani-dei-mandarini-sul-salotto-buono-italiano-da-infrastrutture-a-banche/1133023/

I due Leoncini a Venezia

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...