Anno che va, anno che viene… E Indipendenza 37

E così, dopo aver scoperto che le mie recensioni su tripadvisor di alberghi e ristoranti ricevono un’attenzione decupla (a voler essere generosi) rispetto alle mie riflessioni su un altro modello economico, eccoci di nuovo qui. La cosa in sé è molto coerente, io preferirei di gran lunga passare la giornata da un ristorante a una trattoria, ma c’è un contesto ambientale che me lo impedisce. Sapete, mi sento un po’ come la situazione descritta da Travaglio in un suo editoriale:  “come il Divo Giulio Cesare nei fumetti di Asterix, sopravvive un piccolo villaggio che non si arrende al pensiero unico.” Ovviamente i fumetti sono una cosa e la vita reale è un’altra, difatti sappiamo perfettamente che i Galli sono stati passati con lo schiacciasassi dai romani e che, soprattutto, Asterix&Obelix traggono spunto dalle narrazioni dei vincitori, perché tutto o quasi quello che sappiamo sui galli ci deriva da quello che i vincitori, e segnatamente Cesare, ci hanno voluto dire. In ogni caso un po’ di pozione magica, ed eccoci di nuovo qui.  Chiaramente con la consapevolezza nitida del nostro principio guida: “l’anno scorso eravamo sull’orlo del baratro, ora abbiamo fatto un passo in avanti” o, con Altan, “ti ricordi quando pensavamo di essere nella merda?” “bei tempi!”.

Bene, però, cari lettori, voi che siete assidui frequentatori di queste pagine avete tutto il diritto di sapere di cosa ci occuperemo nel 2015. Dunque, anzitutto si lavorerà per quello che secondo me è oggi l’obiettivo politico numero 1 (sul piano economico-locale, intendo) a Treviso: scongiurare la vendita del 20% di azioni detenute dal Comune in FarmaciaTrevigiana e ciò per le seguenti ragioni:

  • La quota maggiore del pacchetto è stata venduta dalla Lega, quindi vuol dire legittimare l’operato politico della precedente amministrazione.
  • Andremo incontro a pesanti e ulteriori tagli alla sanità e ai servizi assistenziali di prossimità, ergo è imprescindibile mantenere e rilanciare un presidio per la salute dei cittadini.
  • Perfino la Tribuna ci spiega che mai il Comune incasserà mai quello che spera (come sempre quando si privatizza, ma questo è un discorso troppo difficile), quindi rinuncia a un flusso di cassa sotto forma di dividendi sperando di ottenere una gallina grassa, che non otterrà. Per approfondimenti vedere alla voce “crisi di domanda” (scusate se mi ripeto, ma come ci ricorda Bagnai, da premesse banali derivano conseguenze da non sottovalutare…).

http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2014/12/11/news/piano-di-ca-sugana-piu-soldi-dall-irpef-1.10481288

Detto ciò, potremo tranquillamente, si fa per dire, goderci lo schianto del nostro sistema economico. Andrà avanti a tappe forzate il piano di privatizzazioni (quella di cui solo si sussurra, ma che in realtà è la più ghiotta, saranno le Ferrovie. Ovviamente lo si dice sotto voce e fra mezze verità), sulla Posta vi rinvio a questo scritto di Marco Bersani e sul resto sarà mia cura segnalarvi ogni nuova impresa del nostro strabiliante governo.

Che succede alla Posta

Dall’ultimo post ci sono perlomeno due novità bibliografiche che mi corre l’obbligo di segnalarvi: anzitutto “L’Italia può farcela” di Bagnai per “il Saggiatore” che devo, a essere onesto, ancora iniziare a prendere in mano e, questo mi riguarda più direttamente, il numero 37 di Indipendenza con due miei interventi, uno sul tema delle pensioni d’oro e una recensione a ‘Il territorio bene comune degli italiani’ del giudice costituzionale Paolo Maddalena, che già ho citato su queste pagine, oltre a tante altre cose che vi invito a leggere. Chi fosse interessato a copie saggio, interlocuzioni, abbonamenti, come sempre scriva a info@rivistaindipendenza.org e visiti www.rivistaindipendenza.org

la copertina del numero 37

Bene, detto questo non ci resta che scambiarci virtualmente gli auguri. Lo faccio con questo video della fondazione FS, per vari motivi, il primo lo spiego in questo vecchio post (https://chininodistato.wordpress.com/2014/04/09/viaggia-in-treno-pubblico-io-ci-tengo/ )  poi perché tra le N canzoni che mi ronzano quotidianamente per la testa c’è sicuramente ‘I treni a vapore’ di Fossati (cantata dalla Mannoia), di cui mi piace particolarmente la strofa che vi riporto sotto. Un 2015 in cui passi l’inverno e, se dobbiamo ancora aspettare una primavera, che almeno ci sia un bicchiere di neve e un caffè come si deve!

E mi sogno i sognatori

che aspettano la primavera

o qualche altra primavera

da aspettare ancora

fra un bicchiere di neve

e un caffé come si deve

quest’inverno passerà.

 

 Alberto Leoncini

ps. due ringraziamenti in coda. Uno all’amico Federico De Nardi per averci messi fra i ‘siti amici’ di Abcveneto (www.abcveneto.com ) e un altro a una persona che arriverà in fondo a questo post e che capirà che il suo bonario ‘spronarmi’ a essere più presente su queste pagine non è stato inascoltato.

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