Il ladro del latte

Forse non tutti sanno che il primo soprannome di Margaret Thatcher non fu ‘lady di ferro’ ma ‘la ladra del latte’ perché, fra i suoi primi provvedimenti vi fu quello di abolire la distribuzione gratuita di una tazza di latte nelle scuole inglesi. Credo che questo descriva più e meglio di mille parole e grafici econometrici l’essenza del liberismo, ad ogni modo, sempre per il principio per cui la situazione è grave ma non seria, gli ultimi due governi, Letta e Renzi, hanno attuato una politica economica che amo definire il ‘thatcherismo straccione’. Straccione perché si inserisce un trentennio dopo l’originale ma, soprattutto, dopo che è conclamato il drammatico fallimento di quelle dottrine che ci hanno condotto dove siamo.

Vi avevo già parlato (qui: https://chininodistato.wordpress.com/2014/07/23/deliberiamoroma-tutte-le-alienazioni-dellalienonuovo-numero-di-indipendenza/ )della Centrale del Latte di Roma e ho studiato il caso, ma uno degli aspetti più incredibili, a quasi un anno di vita di questo blog, è la quantità di schifezze di cui uno dovrebbe scrivere. Per quanto uno studi, legga, approfondisca si scopre sempre ignorante e costretto a rincorrere la cavalcata della restaurazione neoliberale. Poi forse è anche dovuto al fatto che non vivo di questo e che quindi nelle mie giornate debba fare anche altro (purtroppo…). Per puro caso sono venuto a conoscenza delle esternazioni di Renzi sulla Centrale del Latte di Firenze. Queste:

http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2014/12/15/news/latte_firenze_granarolo_contro_tutti-102919160/

Articolo de ‘il manifesto’ sulle dichiarazioni di Renzi

Ora, al di là del fatto che trovo ai limiti del penalmente rilevante che un presidente del consiglio inviti un’azienda a comprare le quote che teoricamente- sappiamo che le aste delle privatizzazioni sono specchiate come il gioco delle tre carte nei parcheggi dell’Autogrill (Autogrill che era dell’IRI… Come i più attenti avranno già pensato…)- destinate a essere messe all’asta e quindi teoricamente accessibili a una platea indeterminata di investitori (si, dai, facciamo i fighi: in incertam personam ), mi lascia allibito, ma quello che mi sconcerta ancora di più, se possibile, è il Nostro stia smobilitando una creatura di quello che- possa lui perdonarlo dovunque si trovi- egli afferma essere il suo maestro: Giorgio La Pira. Fu proprio l’indimenticata e luminosa azione di La Pira infatti, a portare avanti il ‘piano latte’ e a dar vita alla Centrale, con l’apporto, tra gli altri, della Banca Nazionale del Lavoro (sempre dell’IRI). Tanto che in proposito ci hanno fatto anche un libro:

http://www.polistampa.com/php/sl.php?bc=41&idlibro=5035

http://www.ilfilo.net/centralelatte02.htm

Evidentemente l’acquisizione di Parmalat da parte di Lactalis non ha insegnato nulla e questo, come dire, è una pessima abitudine italica, ma qui il discorso è doppiamente grave anzitutto perché abbiamo degli azionisti pubblici i quali si prendono scientemente la responsabilità non solo di azzerare la filiera toscana del latte in nome della fallimentare politica dei ‘grandi campioni nazionali’ (Fiat vi dice niente?) ma anche di mettere in discussione un’impresa che lo stesso PD toscano e l’intero consiglio regionale della Toscana aveva espressamente chiesto di non privatizzare (v. video sotto) atteso che sia impegnata a fare quello che le imprese pubbliche dovrebbero fare: promuovere un modello di sviluppo intelligente e sostenibile: vi invito a leggere anche solo una delle relazioni sulla gestione per avere contezza di quale acribia sia riservata a temi come la sostenibilità ambientale, la riduzione del consumo energetico, le ricadute sociali dell’attività d’impresa.

http://www.mukki.it/public/97599626-8c2f-4412-8f5b-3661ec4f497e.pdf

Posizione, quella del Consiglio Regionale, recentemente ricuperata da una presa di posizione  (Mozione 959 11 dicembre 2014) di Rifondazione Comunista (cons. Sgherri) la cui sintesi trovate qui:

http://www.gonews.it/2014/12/04/privatizzazione-della-centrale-del-latte-sgherri-e-prc-la-regione-la-eviti-anche-comprando-quote/

Quanto è rivoluzionario il latte del Sindaco!

Alberto Leoncini

Ps. Questi esportano anche in Cina…  Non so  se rendo… Cerchiamo di spiegarglielo a quelli che ‘nutrire il Pianeta…’

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2014/11/24/foto/il_latte_mukki_sbarca_in_cina-101305136/#1

qui invece un altro video più recente sulla situazione

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