Il nostro blog un anno dopo*

“Io invece cammino per un bosco di larici e ogni mio passo è storia; io penso: ti amo, Adriana, e questo è storia, ha grandi conseguenze, io agirò domani in battaglia come un uomo che ha pensato stanotte: “ti amo, Adriana”.  Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano. […] Dovremmo essere tutti come Lupo Rosso. Ci sarà invece chi continuerà col suo furore anonimo, ritornato individualista, perciò sterile: cadrà nella delinquenza, la grande macchina dei furori perduti, dimenticherà che la storia gli ha camminato a fianco, un giorno, ha respirato attraverso i suoi denti serrati.”

Eh sì, un anno. Il primo di chininodistato. Potrei raccontarvi dei numeri, piccoli, di questo spazio oppure raccontarvi le tante cose successe in questo anno.

Un puntino nell’oceano del web, un come lo scoglio di Pitcairn, circondato da un oceano grande più dell’Europa continentale. Ad ogni modo siamo ancora qui, e questo è un primo traguardo. Mi sono interrogato più volte sul senso di questo blog e sulla sua efficacia (per scrivere un post decentemente ben congegnato mi partono mediamente 2/4 ore fra ricerche e limature) ma il senso profondo è già scritto, poi, come noto, essendo un cultore delle partecipazioni statali, mi piacciono le imprese in perdita (ovviamente no, perché senno non saremmo qui…). Infatti potreste tranquillamente fare a meno di leggere queste parole e vi sareste potuti fermare alla citazione di prima, tratta da ‘Il sentiero dei nidi di ragno’ di Calvino (se non l’avete letto, leggetelo!). Diciamo che, se c’è un senso in questo lavoro è nel tenere accesa la fiammella dell’alternativa da un lato e, dall’altro di contribuire, nei termini in cui è possibile, a sostenere i processi di rinnovamento e transizione in atto, o quantomeno i loro germogli. Tutto ciò con due peculiarità: la prima costruire un livello di unità intersoggettiva, cioè puntando a realizzare collettivamente più e meglio di quanto non si possa fare da soli; cercare i compagni di strada, dunque. La seconda lavorare perché transizione e cambiamento non siano una riunione carbonara. Lavorare per ottenere cambiamenti magari non ‘perfetti’ ma su larga scala, tangibili, in grado di dimostrare in modo inequivoco che cambiare è possibile. Questo è il messaggio che attraverso questo blog deve passare. Rigettare in premessa il settarismo, dunque.

Il mio lavoro, quindi, è tutto qui. Tutto qui si fa per dire. Per il nostro primo anniversario voglio usare un po’ di ottimismo (almeno alle feste comandate!), e vi voglio raccontare di cosa intendo io per dire che cambiare è possibile. Per carità, non è il massimo celebrare il proprio compleanno nel giorno di una delle più significative privatizzazioni del governo Renzi e nel bel mezzo dello spezzatino-Finmeccanica, altra azienda che prende il volo, stavolta verso il Sol Levante. In questo senso di seguito trovate due interessanti articoli de ‘il manifesto’ in pdf, in cui fra l’altro, si fa memoria della vicenda Atitech, acquisita da Lettieri, non ci stancheremo di ricordarlo a 10 (dieci!) euro. Queste sono le privatizzazioni in Italia.

http://www.repubblica.it/economia/2015/02/26/news/enel_chiusa_la_vendita_del_5_7_il_tesoro_incassa_2_2_miliardi-108212216/?ref=HREA-1

Ansaldo

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Analisi Vincenzo Comito ‘Due gioielli ceduti a caro prezzo’

Una delle cose su cui ho sempre lavorato è stato l’avvio della raccolta porta a porta dei rifiuti urbani a Treviso, obiettivo raggiunto quest’anno fra mille contraddizioni e problemi. La gestione del ciclo di raccolta e smaltimento è stato affidato a ‘Contarina’, realtà pubblica che è diventata un modello sostanzialmente per l’intero territorio nazionale, così come lo è diventato il Comune di Treviso inquanto capoluogo che ha fatto questa scelta strategica.

Contarina dimostra che è possibile che ci siano realtà pubbliche che fanno ciò che devono, lo fanno bene, e danno concretezza  all’idea di una economia diversa. Tutto ciò è semplicemente rivoluzionario. Di seguito trovate il ‘bilancio di sostenibilità’:

Bilancio di sostenibilità Contarina-2013

[sui social: https://twitter.com/contarinaspa e https://www.facebook.com/contarinaspa

http://www.rai.tv/dl/portaleRadio/media/ContentItem-9b18cf37-0f6b-4ea0-b5ee-ac79e211fe56.html?iframe

dal minuto 16,50 la scelta di Treviso con Giovanni Manildo e Luigi De Magistris, sindaco di Napoli]

Ecco, io ho contribuito a questo, assieme a tanti/e altri. Non è una ‘mia’ vittoria, è la somma di tanti ‘gesti anonimi’: quelli di chi ci ha creduto quanto il consorzio è nato, di chi ha sostenuto l’attuale sgarrupata maggioranza politica di Treviso, di chi come l’associazione ‘siamotreviso’ di cui sono parte ha organizzato serate su questo tema. Questa idea per cui cambiare è possibile se si assume la consapevolezza di cui parla Calvino unita alla capacità di analisi teorica e di fase, di nuovo, ‘la matita per unire i puntini’ (Bagnai), ecco, a queste condizioni credo che sia possibile continuare a sperare in un futuro di progresso, prosperità e inclusione. Chininodistato sarà lì, speriamo per lunghi anni.

Alberto Leoncini.

*[ovvero: la radice cubica del goofycompleanno; chi segue goofynomics, sa di cosa parlo…]

come sempre…ormai ci siete abituati, qualche ‘bonus track’… L’intervento di Naomi Klein a Roma. Se vi capita, leggetevi ‘Una rivoluzione ci salverà’ (BUR), e, in ogni caso datevi un occhio ai due video di seguito, visto che si parla di economia e ambiente, mi sembrava bello e coerente.

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