Pensare globale e agire locale non è uno slogan ma una sfida vitale

Sto finendo ‘Una rivoluzione ci salverà’ di Naomi Klein (BUR) (si, è un pezzo che ve lo dico, ma come già sapete questo non è il mio lavoro-purtroppo- e quindi nella mia giornata, disgraziatamente, devo fare anche altro), a parte alcuni stralci un po’ prolissi e un po’ troppo incentrati sulla situazione nordamericana (pfiuu.., che fortuna nascere nella vecchia Europa! Leggetelo e capirete perché… non solo perché si hanno tre città patrimonio Unesco nel raggio di 40km…) è molto interessante e, ovviamente, consigliato perché spiega molto bene il legame fra economia e comunità, fra riappropriazione degli snodi economici vitali (risorse, reti energetiche, unità produttive) e la creazione di un ciclo economico pulito, sostenibile e rispettoso dell’uomo e dell’ambiente. A questo proposito vi volevo sottoporre un’intervista secondo me molto interessante a Luigi De Magistris che, a parte un errore di analisi non piccolo sull’euro (come direbbe Bagnai: “l’euro è un metodo di governo”), sviluppa dei ragionamenti molto sensati e condivisibili rappresentando forse la punta più avanzata in Italia del ‘ruolo politico’ dell’autonomia locale nei processi di transizione. Con ciò voglio dire che realtà più piccole magari raggiungono risultati operativamente più concreti e più efficaci sul piano degli esiti ma non hanno la massa critica per sviluppare un percorso politico in grado di relazionarsi con snodi nevralgici come la Palestina o il Sud America, come, bene o male, ha fatto Napoli negli ultimi anni. Questo per dimostrare agli acchiappacitrulli che i percorsi di autonomia e di sganciamento dall’egemonia estera (statunitense nel caso latinoamericano) non sono né scissi né scindibili dalla cooperazione fra paesi politicamente affini e dalla ricerca di sponde anche a livelli di governo substatuale.

Intervista a Luigi De Magistris in ‘il manifesto’ su Alba, Napoli, Beni Comuni

Tutto questo bel discorZetto (cit. sempre Bagnai) per arrivare dove? In realtà da nessuna parte, cioè esattamente da dove vi sto scrivendo (Treviso) perché, vedete, oltre a cercare di fornire un contributo all’analisi di fase sulle interazioni economiche pubblico-privato, lo scopo di questo blog è anche quello di coltivare i germogli del cambiamento che nascono attorno a noi.

Sostenibilità e altreconomia sono, come ben sapete, il fine ultimo di questo blog e il fatto che chi scrive voglia arrivarci dall’alto non significa che, partendo dal basso, non ci si possa trovare a metà strada, così facciamo meno fatica in due…. Voglio quindi mettere in comune alcune informazioni che riguardano e interessano i trevigiani:

  • Se ve lo foste perso, vi segnalo questa puntata di ‘ScalaMercalli’ in cui si parla ampiamente del ‘modello Treviso’ nella gestione dei rifiuti e, prima, si vede uno struggente reportage sulla situazione honduregna
  • L’OIPA sezione di Treviso (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) ha fatto partire la newsletter, chi volesse iscriversi si veda link e indirizzo di seguito, oltre agli altri social che vedete linkati di seguito.  email: oipa.treviso@gmail.com twitter facebook
  • Notavo facendo la spesa che al PAM di piazza Borsa è nato un ampio reparto (nel frigo, comunque lo vedete perché fuori c’è una bandierina verde) di alimentari vegetariani e vegani. Mi colpiva la cosa perché, siccome sarebbe bello un mondo tutto di piccole botteghe, artigiani, economia di prossimità,  proprietà collettiva dei mezzi di produzione etc… tuttavia, siccome ancora non ci siamo è anche importante che anche realtà ‘di massa’ siano infiltrate da proposte alimentari alternative che prescindano da ogni integralismo e forniscano soddisfazione a una domanda in parte da creare (d’altra parte non sono i liberisti che ci dicono che l’offerta crea la domanda??) e in parte da agevolare (vi segnalo, in proposito questo)
  • Lo scorso 12 aprile è stata inaugurata la ‘Colonia Agricola’ realtà impegnata nell’agricoltura biologica/artigianato e nell’inserimento professionale di persone svantaggiate

onestamente ci devo ancora   andare, ma voci fidate mi dicono che merita; in ogni caso i biscotti dell’Alternativa li ho assaggiati e sono ottimi.

  • Contemporaneamente, in centro città si festeggiava il primo anno di Movete, negozio di biciclette a pedalata assistita ed elettrica a due passi da San Nicolò. Qui il sito per chi volesse farsi un giro, sempre con l’invito a una visita di persona  e qui su facebookE per finire un classico: la ‘Fiera quattro passi’, importante evento in tema di sostenibilità, cooperazione, commercio equo quest’anno fa cifra tonda e quindi un giro va fatto, a maggio al Sant’Artemio.
  • Addendum: nell’attesa di tornare alle BIN (banche di interesse nazionale, controllate dall’IRI) il ‘second best’, come direbbero gli economisti è senza dubbio BancaEtica, a Treviso in viale IV novembre… 

    Alberto Leoncini

    Ps. Se ancora aveste voglia di guardarvi un link qui trovate la bella inchiesta di Lisa Iotti sull’omicidio Alpi… Inutile dire che merita…

     

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