Brevi notazioni su professioni liberali e intervento pubblico

Nel quotidiano bombardamento di notizie su improbabili ripresine e rilanci occupazionali, dovuti comunque a fattori esogeni rispetto alle politiche di Renzi&soci, come ci spiega D’Attorre (del PD…) al minuto 5,40

si rischia davvero di perdere di vista non solo le grandi vertenze (Auchan, Whrilpool…) ma anche le decine di situazioni di disagio che attraversano in lungo e in largo il paese. D’altra parte Renzi, che fonda il suo consenso e la sua sfrontata attitudine autoritaria sul 40% alle europee, non può pensare di vederlo ridimensionato alle prossime regionali nelle quali si gioca molto del futuro del suo governo. Non so come altrimenti spiegare l’occupazione militare di tutti i palinsesti con notizie per cui tutto va bene e viviamo nel migliore dei mondi possibili.

L’altro giorno mi trovavo in Viale Montegrappa, uno dei viali che portano all’ingresso nel centro storico di Treviso, lì c’è uno studio notarile al cui esterno è stato esposto uno striscione contro la riforma di Renzi: “I notai dicono no a chi #nonrottamiamolatutela”. Si, proprio come si vedono gli striscioni fuori dalle fabbriche.

Voi direte, e che c’entra? Beh, c’entra perché è un esito della nota legge di Bagnai in un suo classico, questo L’uscita dell’euro redux… , per cui ‘le politiche di destra nel lungo periodo avvantaggiano solo la destra’. Solo che (corollario mio) non si può mai sapere se c’è qualcuno che è più a destra di te o, per meglio dire, che mena più di te (d’altra parte i liberali volevano prendere il fascismo come un taxi, poi sappiamo com’è finita…) quindi anche se ti chiami notaio è buona cosa capire che la professione non si esercita sulla Luna ma in un contesto storico/politico di rapporti di forza dati. Da ciò deriva che più ti isoli come categoria più fragile diventi (e presto se ne accorgeranno anche i magistrati… fatevi un post it e poi ne riparliamo). C’è di più, in realtà, perché, vedete, la ritrazione del perimetro pubblico quando passa come principio può essere estesa a tutto (forse non all’esercito, atteso che i libbberisti ci insegnano che la difesa è l’unico bene pubblico puro, cioè non rivale e non escludibile, ma sicuramente alle forze di polizia… Avete presente i quartieri dei ricchi in Brasile? Ecco andate a spiegare alle guardie armate col mitra il concetto di sovranità hobbesiana…Idem per l’amministrazione della giustizia, visto che ormai praticamente tutte le controversie sono arbitrabili, cioè, di fatto, ci si serve di un giudice privato) perché non c’è nessuna funzione statuale che non possa essere surrogata in via privatistica. Quello che può sembrare un discorso di maniera, in realtà è proprio quello che ci racconta Oliviero Diliberto in questo video, in cui si parla di ILVA di Taranto (discorso datato perché è del 2012), intervento pubblico e notai… Molte delle cose che dice sono ovvietà per i nostri lettori, però, sapete com’è… Una rinfrescata non fa male. Vi linko sotto un altro intervento, sempre di Diliberto, in materia di professione notarile.

 (attorno al minuto 5,20)

http://www.notaioricciardi.it/PDF/diliberto.pdf

Una postilla: i nostri giornali sono pieni di titoli a tutta pagina sul referendum sui matrimoni gay in Irlanda. Dà da pensare sulla qualità della nostra informazione, atteso che, quando sempre con referendum e sempre in Irlanda fu bocciata l’abolizione del Senato ne parlammo noi qui:

referendum sul senato irlandese e autorità indipendenti

Ovviamente il Senato è una roba vecchia da rottamare… O, meglio, è da rottamare la possibilità di eleggerlo, in perfetto stile P2.

Alberto Leoncini

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