Indipendenza, #frenchkiss, acqua pubblica e altri aggiornamenti

Ci sono vari motivi per i quali nell’ultimo periodo non ho più scritto: una serie di cose personali da fare, l’ Associazione ‘Indipendenza’ da far partire (ci vediamo, per chi vuole, a Roma il 6 settembre), e, diciamolo pure, anche una certa stanchezza direttamente proporzionale alla voglia di vacanza unitamente alla quotidianità non sempre facile da gestire. Tranquilli, comunque, siamo sempre ai posti di combattimento, per vari motivi, il primo è perché, come noterete, ho imparato a mettere i link senza copiaincollare il link sulla pagina (inutile dire quanto ciò appaghi il mio ego di analfabeta informatico), e inoltre perché mi sono vieppiù convinto che uno strumento come questo blog sia un catalizzatore imprescindibile per cercare di formulare risposte ai problemi dell’attuale fase. Intendiamoci, sono ben cosciente che si tratti di uno spazio lillipuziano e senza risorse ma, nel volgere di un orizzonte temporale non troppo dilatato potrebbero aprirsi dei margini di sviluppo e concretizzazione per le proposte qui avanzate. Non che veda un futuro particolarmente roseo né in Italia né altrove (Grecia anzitutto, ma non solo), sia chiaro, ma ragionare su di un’alternativa è, ad oggi, l’unica cosa che può ancora avere senso fare, per chi non voglia suicidarsi, s’intende.

Anzitutto voglio sottoporre due post sul blog di Bagnai sulle privatizzazioni, che dicono molto di quel che c’è da sapere e che non vi hanno mai detto. Questo e questo, il secondo peraltro si occupa di Christian Rosso, quel coraggioso autista dell’Atac vergognosamente sospeso per aver denunciato l’indecente situazione delle partecipate romane, situazione alla quale Marino, con la consueta lungimiranza, vuole rispondere con una parziale privatizzazione, in perfetta continuità con quello che ci dicevamo qui.

Nell’ultimo frangente si sono accumulati vari temi: il rinnovo dei vertici della CDP, qui trovate alcune proposte di altreconomia sul futuro di tale ente, le folli politiche di privatizzazione tanto di aziende (Poste, Ferrovie etc…) e beni pubblici (per i beoti, sempre per rimanere in tema ellenico, che ‘non siamo come la Grecia’…) che dei beni primari a partire dall’acqua. In questo senso segnalo, casomai degli amministratori locali incrociassero a queste latitudini che l’on. Federica Daga ha lanciato una campagna per dare concretezza all’esito referendario del 2011, qui il link, con suo bel videomessaggio. Ovviamente come blog diamo massimo appoggio e visibilità.

Vi segnalo inoltre che è appena uscito l’ultimo numero di Indipendenza (38), con un mio articolo sulla finanza pubblica. Vi confesso che è un lavoro fra i più complessi che abbia scritto, non tanto per lunghezza quanto perché sintetizza svariati anni di studi e ragionamenti. Quindi se lo volete in saggio o, perché no, abbonandovi scrivete a info@rivistaindipendenza.org di seguito trovate la copertina sperando vi stuzzichi, ovviamente c’è molto altro (TTIP, Grecia, Ucraina, buona scuola….):

indi38bene, detto ciò prometto intanto di scrivere più spesso (vorrei, ma, sapete com’è… ) e vorrei condividere con voi una riflessione: ci sono tante cose sulle quali si può scrivere, confrontarsi, ragionare ma la motivazione forse più vera per la quale c’è bisogno di lavorare per una nuova stagione di impresa pubblica è perché… serve a tutto ciò per cui vale la pena vivere. Di ciò ho avuto piena consapevolezza leggendo questa notizia . Certo, di treni e di ferrovie ci siamo più volte occupati ma la notizia che le ferrovie francesi invitino gli innamorati a baciarsi sulle banchine, beh, francamente mi fa pensare, o almeno sperare, che possa esserci spazio per un mondo migliore di come è oggi. Vedete, una notizia in sé priva di importanza in un mondo sull’orlo di una guerra e in un paese nella più lunga recessione economica dall’età moderna in qua con un governo che sta passando come uno schiacciasassi sulle strutture della convivenza civile. Eppure che un’azienda pubblica inviti a baciarsi è il più potente schiaffo a quel mondo di automi stressati e depressi, intenti solo a tirare a campare che il modello egemone richiede e plasma. Non per niente si parla di ‘grigiocrati’ per designare i papaveri delle istituzioni che oggi determinano le nostre vite. Gli innamorati sono sempre segnati a dito, come dice Prévert nell’omonima poesia e prima di lui Catullo, invitando Lesbia a confondere il numero dei baci affinché gli invidiosi non potessero conoscerne il numero.

Alberto Leoncini

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