Orione e privatizzazione fanno rima con te

Ve lo ricordate lo spot Lavazza che si concludeva con la domanda ‘Con che fa rima Orione?’ ‘Con te fa rima!’ (il video non l’ho trovato, per la cronaca…), beh, per un singolare gioco linguistico anche privatizzazione fa rima con Orione. Quindi se A=B, B=C, A=C…

Vi volevo segnalare una delle tante cose che ho scritto (si, sono ripetitivo, oggi… il problema è che certe cose le ho scritte e dette, per chi se le ricorda, nel 2004/5/6/7/8/9… rischiando il linciaggio oltre che la censura, ma questa è un’altra storia), questa . Niente di che, accennavo, tra le altre cose alla Tirrenia.  Poi è andata a finire così . Interessante anche un articolo de ‘il Venerdì’ del 7/8 us (p.50, ‘In Sardegna scoppia il caso dei traghetti’):
“Un’operazione da 100 milioni di euro (trovati anche grazie al fondo di investimento americano Och Ziff e all’assistenza di Unicredit) che ha portato Onorato ad avere in mano il 95% dei traffici marittimi per l’isola.[…] Moby e Tirrenia gestiscono la stragrande maggioranza delle rotte da e per la Sardegna, perciò- dicono i consiglieri regionali di tutti gli schieramenti- c’è il rischio che il costo dei biglietti possa possa aumentare indiscriminatamente e che il personale paghi lo scotto del nuovo cambio dei vertici. Dubbi  che la Cin-Tirrenia (nelle cui casse arrivano 72 milioni all’anno dallo Stato, dati per garantire la continuità territoriale) si è affrettata a fugare”.

Vero o no che sia, c’è un problema: se investo 100 milioni di euro ed è previsto che ne riceva 72 all’anno (sappiamo che il principio generale della contabilità è che tutti i ricavi servono a coprire tutti i costi…)… Secondo voi, è tutto a posto?

Sempre Repubblica (non qualche bollettino marxista leninista) ci dice, parlando di aeroporti:
“Il “Leonardo Da Vinci” è un “regalo” del Governo Prodi [l’autoproclamatosi re delle privatizzazioni, NdR]  a Cesare Romiti, espressione nitida del capitalismo senza capitali. L’Iri lo cede attraverso la società che lo controlla (la Adr, proprietaria anche di Ciampino) a 2,3 miliardi di euro (sette anni dopo, il valore stimato è del doppio), con debiti pari a 100 milioni, a fronte di un impegno di investimenti sullo scalo per 100 milioni di euro l’anno (appena 20 in più di quanti non ne spendesse l’Iri). Sono soldi che la Gemina di Romiti e la cordata che lo sostiene (Falck e famiglia Sensi) non hanno o comunque non intendono tirare fuori. Romiti mette di suo solo 350 milioni di capitale. Perché l’operazione è un leverage. Un acquisto finanziato con debito caricato sull’aeroporto, che ne è garanzia. «Nel 2000 ero presidente di Enac – ha avuto modo di ricordare recentemente Alfredo Roma – e invano feci presente a Piero Gnudi che non era consigliabile vendere Aeroporti di Roma a Romiti, che prevedeva l’acquisto con un leverage del 90 per cento. Gnudi mi rispose che Romiti offriva la cifra più alta. La storia di Adr mi ha dato ragione. Purtroppo».

Un anno dopo il passaggio di mano (2001), lo scalo ha infatti debiti per 1,7 miliardi di euro. E i promessi investimenti per 100 milioni annui si dimezzano (la media sarà di 56 milioni), riuscendo a coprire appena l’ordinaria manutenzione. Tra il 1999 e il 2004, l’investimento medio per passeggero è di 2,9 euro, quattro volte inferiore a quello dei principali scali europei concorrenti, il 20 per cento in meno di Linate e Malpensa. Mentre si moltiplica il “retail”, l’affitto di spazi per esercizi commerciali, trasformando lo scalo in un gigantesco mall. In compenso, nel 2003, Romiti tira dentro l’azionariato gli australiani di Macquarie. Che, nel 2007, ne usciranno ricchi. Con l’arrivo dei Benetton, infatti, Falck (95 milioni), Sensi (29 milioni), Romiti (160 milioni) e Macquarie (700 milioni) vengono liquidati con plusvalenze da far stropicciare gli occhi”

qui l’articolo completo

Io penso che se magari qualche forza politica iniziasse a costruire un ragionamento sul ruolo e le prospettive dell’impresa pubblica, magari non sarebbe male. Chininodistato è qui in fiduciosa attesa, nel mentre vi rinnovo l’invito a Roma per l’ associazione Indipendenza perché mi sa tanto che anche ‘sto giro “chi fa da se fa per tre”. Poi se mi sbaglio, ditemelo. Sarò ben lieto di fare pubblica ammenda. In questi giorni sono però impegnato a vedere le reazioni di quelli che ‘Tsipras cambierà l’Europa dall’interno’.

Alberto Leoncini

addendum: il bello della diretta (e di essere oberati di cose da fare…), vedo ora questo bell’articolo sulla vicenda Fraport… Non posso non segnalarvelo, qui il link…

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