MOM: mobilità della manovalanza

Un post telegrafico, almeno nelle intenzioni, in continuità con quelli che l’hanno preceduto: a parte alcuni impegni personali, spero di poter condividere con voi quanto prima i video dell’assemblea nazionale di Indipendenza, quindi aspettatevi un bel botto. Detto ciò, vi volevo segnalare una cosuccia: questa notizia sullo scuolabus a Treviso con un passaggio in particolare:

“A decidere le sorti dell’appalto, in ogni caso, sembra siano state le norme del Jobs act, che favorisce le nuove assunzioni. «In gare come queste chi si impegna ad assumere con i benefici della riforma del lavoro è sicuramente avvantaggiato», sostiene un addetto ai lavori, «perchè ci sono riduzioni sui costi complessivi che arrivano al 30 per cento. Aziende storiche non possono competere in questi contesti».”

Attendo smentite, finora non trovate. Si tratta dell’ennesimo riverbero del fatto che, volenti o nolenti, l’unica variabile adattabile oggi sia quella salariale, se poi questo viene dipinto come un rilancio occupazionale, credo che ciascuno possa trarne le più opportune conclusioni.

Alcune brevi notizie:

  • Corbyn, neosegretario laburista ha posto come tema centrale della propria campagna elettorale per la scalata del partito la questione della proprietà pubblica di poste, ferrovie ed azienda elettrica. Ovviamente nel quadro UE tutto ciò è improponibile (improponibile in una logica che non sia, al massimo di ‘capitalismo di Stato’, cioè della proprietà pubblica che si comporti come quella privata…), quindi o capitolerà come Syriza o, ancora una volta, dovrà aver luogo una rottura dell’Unione. Sappiamo tutti che questo passaggio è solo rimandato, ma è opportuno monitorare ciò che si muove fuori dal nostro disgraziato paese.
  • goofynomics e Alberto Bagnai vincono il MIA2015 per l’economia (battendo il Sole24Ore). Una buona notizia per quella che indubbiamente è la testa di ponte contro il pensiero unico. Continuiamo a seguirlo e a sostenerlo.
  • Chi mi conosce sa che io non sono un massimalista purchessia, quindi presto molta importanza alle battaglie in essere. In questo senso sta nascendo un interessante movimento per chiedere il referendum contro le trivellazioni in mare promosso, ex art. 75 Cost.ne, dalle regioni scavalcando quindi la raccolta firme. Ora, al di là del fatto che dovrebbe essere la logica a dirci che con il petrolio ai minimi storici sforacchiare l’Italia non sia una grande idea, vi invito a scrivere ad Andrea Zanoni perché il consiglio regionale del Veneto aderisca alla cosa. Penso sia la figura più potenzialmente sensibile a un’istanza di questo tipo, quindi facciamoci sentire.

Alberto Leoncini

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