Tierra, techo y tabajo: terra, casa e lavoro, in ricordo di Berta Caceres

La notizia dell’assassinio di Berta Caceres, l’attivista honduregna che per anni si è battuta per l’ambiente e i diritti del suo popolo mi ha ovviamente colpito, non solo per il fatto in sé ma anche per due coincidenze non casuali, la prima è che nella puntata dello scorso anno di Scala Mercalli veniva contrapposto il ‘modello Treviso’ come esempio virtuoso di buona gestione dei rifiuti con la drammatica situazione dell’Honduras, uno dei paesi dove l’emergenza rifiuti è più forte. Vi ripropongo la puntata, anche se devo dire che, a distanza di un anno, quelle immagini sono così agghiaccianti che faccio ancora fatica a vederle.

Nelle stesse ore il presidente Lula veniva fermato per presunte tangenti alla Petrobras, la compagnia petrolifera statale. Non è difficile comprendere come questo evento si inserisca nell’attacco reazionario in atto al consolidamento delle esperienze progressiste nel cono Sud, come non appare difficile cogliere lo zampino delle sette sorelle e di quanti vogliono spingere per la privatizzazione della società petrolifera.

Risulta quindi evidente come  la battaglia sul referendum No Triv del 17 aprile assuma una valenza strategica ancora più forte: non si tratta solo di difendere l’ambiente e spingere per una politica energetica alternativa, quanto, anche dimostrare che, nonostante il vergognoso boicottaggio in atto da parte delle istituzioni (con il mancato accorpamento, alla faccia del ‘risanamento della finanza pubblica’ e del ‘senza oneri per lo Stato’), siamo in grado di organizzarci capillarmente per vincere e raggiungere il quorum. Sono certo che un segnale di questo tipo sarebbe un significativo campanello nelle alte sfere, poi, intendiamoci, il codicillo al comma 7893 della finanziaria di turno per eludere il voto lo troveranno, ma almeno facciamogli fare questa fatica.

Lo strapotere dei signori del petrolio è lo stesso che confina i paesi produttori nella miseria, distrugge il nostro mare e intossica la nostra vita politica con il lobbismo. Solo il controllo pubblico sulle risorse costituisce un concreto argine e uno strumento di pressione sulle forze economiche, in nome di questi principi in tanti hanno perso la vita, da Enrico Mattei a Berta Caceres, a partire da questa consapevolezza sarà necessario ricostruire nuovi paradigmi di gestione economica miranti a restituire alla collettività la possibilità di decidere cosa, come e su quali opzioni strategiche indirizzare la produzione.

Sono sicuro che Berta Caceres non mancherà di essere al nostro fianco in questa battaglia.

Alberto Leoncini 

no triv

 

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