E con l’acqua calda? Ce lessi ‘e patate

Come ricorderete il titolo è tratto da un altro felice spot della Lavazza, questo:

…. Come i più attenti di voi ricorderanno non è la prima volta che ci ispiriamo alla nota torrefazione torinese, ciò perché non posso che pensare alla innovativa scoperta dell’acqua calda quando sento amministratori pubblici a ogni livello  che rincorrono come la manna dal cielo i ‘finanziamenti privati’ come tampone per i buchi del bilancio nella prospettiva di una sostituzione delle sempre più esigue entrate fiscali e parafiscali. Cerchiamo di prendere il discorso da un altro lato: le imprese vendono, comprano, producono e, se va bene, generano un utile che sarebbe, nella prospettiva liberale, il ‘premio’ per il rischio di impresa (hai rischiato, sei stato bravo, quello che guadagni è per te). Solo che, magari, si fa meno fatica ricevere gli utili/dividendi con comodo bonifico anziché doverli andare a pietire dal padrone di turno. Certo, per fare questo bisogna mettersi a vendere torte, come ci siamo già detti …o panettoni, giusto per accontentare gli amici che ‘i panettoni di Stato’, quindi bisogna porsi il problema dell’impresa pubblica che, come ogni impresa, comporta dei rischi mentre, come ha spiegato Bagnai, la politica ha fatto di tutto per essere deresponsabilizzata. Quindi il tema a monte è questo, a valle quello di acquisire consapevolezza che rinunciare alle entrate commutativo/corrispettive è pura follia. Certo, questo vuol dire quindi fare concorrenza ai padroni, come ricorda la ex ministra Guidi, ora nell’occhio del ciclone… per quanto non del tutto inaspettatamente:

Sarebbe tuttavia sbagliato personalizzare e infierire su di lei, per quanto il suo comportamento sia gravissimo. È tutto il  governo che si sta con solerzia occupando di rispettare l’ortodossia liberista, e non ci stupisce che dopo il ‘grande successo’ (secondo me c’è un danno erariale…) dell’operazione Poste, il governo stia lavorando per un’ulteriore cessione di quote. 

Medesimo discorso, sempre a proposito di acqua, non calda ma pubblica vi segnalo lo stato dell’arte di come ci considerano. Apologia di mercato, mai definizione fu più azzeccata.

Con l’occasione condivido con voi questi tre video: uno sull’IRI, per ricordarci che siamo nani sulle spalle dei giganti e che c’è davvero tanto da fare, un altro sulle privatizzazioni in Argentina, processo che, nel pur differente contesto della ‘vecchia Europa’ ci avvicina molto a quello scenario e, da ultimo, l’intervento di Fabrizio Zampieri, conoscenza di vecchia data e, oserei dire, amico fin dai tempi del liceo sulle crisi bancarie nell’Italia degli ultimi anni.

 

 

So che mi ripeto, ma se farlo potesse incidere anche per un solo voto in più, ne varrebbe la pena: non andare a votare il 17/4 sulle trivellazioni vuol dire autoproclamarsi sudditi.

Alberto Leoncini

 

 

no triv ufficiale

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4 risposte a E con l’acqua calda? Ce lessi ‘e patate

  1. wwayne ha detto:

    Il tuo post mi ha fatto tornare in mente un film che ho visto tempo fa, e che rifletteva proprio sul mondo della politica e sulle sue storture. Il film è questo: https://wwayne.wordpress.com/2014/01/08/il-fine-giustifica-i-mezzi/. L’hai visto?

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