25 aprile 2016, fuga da Videocracy

Come i più attenti osservatori e lettori avranno notato ho creato una pagina con dei suggerimenti per aiutare e sostenere il progetto politico/culturale di questo blog. La richiesta di denaro è all’ultimo posto. Signori fino alla fine.Ho chiesto invece di lavorare per far circolare le ideeperché il contesto attuale impone di tutto dare e nulla ricevere.

Sia chiaro, non mi fa piacere. Neanche un po’, ma l’idea che sorregge questo blog, cioè l’ampliamento e la ri/strutturazione della sfera pubblica impone di non essere rivali e di non essere escludibili, cioè di essere un bene pubblico: il godimento e l’utilità che ciascuno può trarre da questo blog non va a scapito di quella degli altri ed è aperta a chiunque.

In questa fase non mi interessa essere citato, essere cliccato (cioè, mi interessa, ma per quanto dirò dopo…), essere riconosciuto come voce significativa nel dibattito. Oggi l’urgenza è di far passare i temi di un diverso collocamento strategico delle risorse e delle determinazioni politiche o, se preferite, di una soluzione a favore dei ceti subalterni del conflitto distributivo. Fine; e questo è bene che se lo stampino in testa quelli che ancora pensano che il loro ombelico sia il centro di gravità permanente.

Come ho già scritto qui è fondamentale ‘contagiare’ il prossimo e organizzarsi orizzontalmente. Quanto indietro siamo si è visto con il referendum NoTriv: un risultato così modesto nonostante il generosissimo impegno di tanti singoli e realtà è indice che la resistenza sarà ancora lunga.

Noi ci stiamo lavorando con l’Associazione Indipendenza, e vi assicuro che il da fare è tantissimo.

L’invito è, ovviamente, a partecipare a questo progetto, ma se non vi piace perché è troppo di sinistra, troppo di centro, troppo statalista, troppo salato, troppo dolce, troppo tiepido o quel che volete, fate le vostre valutazioni, ma iniziate a tirarvi su le maniche. Organizzatevi nel vostro quartiere, nel vostro condominio, alla fermata dell’autobus, al bar, dove vi pare e come vi pare.

Potete avere come priorità l’ambiente, il lavoro, la dieta vegana, la lotta alla caccia, il no alle delocalizzazioni, le barriere architettoniche, la volontà che vostro figlio abbia un parco giochi, la salute o anche, diciamocelo, la pura e semplice voglia di poter andarsi a mangiare una pizza con gli amici o fare un fine settimana lungo al mare. In queste fasi non serve essere dei paladini di grandi ideali, perché, banalmente, ci stanno togliendo tutto.

La vostra priorità può essere quella che volete, però dovete rendervi conto che se le cose stanno come sono adesso, la vostra rivendicazione non avrà mai possibilità di successo. Quindi, vi piaccia o no, dovete lavorare per mutare il quadro dei rapporti economico-politici. Da qui all’autunno in cui si voterà sulle schiforme, occorrerà irrobustire relazioni, interlocuzioni e sinergie operative. Come ho scritto su Indipendenza si tratta di un approdo di fase importante.
L’alternativa, come sempre, è quella di essere condannati a rivivere la storia dalla quale si rifiuta di trarre insegnamenti: ci pensavo proprio a proposito del referendum sulle trivellazioni. Sul tema delle concessioni petrolifere aveva ficcato il naso anche Giacomo Matteotti con il l’affare Sinclair Oil, compagnia statunitense (potenza plutocratica, come poi avrebbe detto il regime…) interessata a colonizzare l’Italia con la complicità dei fascisti. E guarda caso oggi si torna a proporre una legge elettorale che si rifà alla legge Acerbo nei principi guida e una riforma costituzionale che sposta il baricentro dell’azione politica sul governo anziché sul Parlamento.

Certo, rivivremo probabilmente anche il 25 aprile-non quello di domani, ovviamente- per carità, ma, come ricorda Saba ne ‘Il teatro degli artigianelli’ rimirando la falce, il martello e la Stella d’Italia che ‘ornano nuovi la sala’: quanto dolore per quel segno su quel muro.

Noi, come Indipendenza, abbiamo stilato dei suggerimenti, uno dei quali può essere quello di organizzare piccole riunioni con amici e proiettare/condividere video o partire con piccoli incontri anche in parchi pubblici per commentare e discutere gli articoli della rivista. È un’idea, ma mi auguro che possiate averne anche di migliori.

Qui trovate una rassegna di video su vari temi che, in senso lato, interessano questo blog compendiano quelli già pubblicati nel post dedicato alla scoperta dell’acqua calda e, probabilmente, altri ne seguiranno a ‘blocchi’ successivi. Sottolineo che i video sono un buono strumento per trasmettere messaggi alle persone meno use alla lettura, ormai tutt’altro che una minoranza.

Comunque, nell’attesa di celebrare il nostro, buon 25 aprile.

Alberto Leoncini

The Brussels business sui meccanismi di funzionamento dell’UE.

La dottrina dello shock:

Un’intervista a Luigi De Magistris, in cui peraltro si parla anche di euro e UE, pur con approdi non pienamente centrati, decisamente interessante per vedere sintetizzati i raggiungimenti della più avanzata esperienza di alternativa reale oggi in Italia.

Cowspiracy:

PandoraTV canale indipendente particolarmente interessante da seguire per la controinformazione e i temi di politica estera.

Fabbriche senza padroni, autogestione e democrazia economica:

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3 risposte a 25 aprile 2016, fuga da Videocracy

  1. Cristina Carraro ha detto:

    Ciao carissimo Alberto come stai? L’esame di stato?

    Bellissimo articolo, rimbocchiamoci le maniche ! Come posso condividerlo su FB?

    “Newsletterami” per favore a 62carraro@gmail.com sto dismettendo l’indirizzo mail carrar57

    Bacissimi

    Cristina

    • albertoleoncini ha detto:

      Cara Cristina, l’esame di Stato sarà a dicembre, diciamo il tentativo di esame di Stato. Per il resto si procede…senza grandi novità, a dire il vero. Grazie per l’attenzione che mi riservi…Per condividere dovrebbe esserci il bottone ‘facebook’ in basso all’articolo… Un abbraccio, Alberto

  2. Pingback: Il Sud e noi: lezioni dopo 150 anni | chininodistato

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