Il Sud e noi: lezioni dopo 150 anni

Sapete, non solo sono nato in una città medaglia d’oro alla Resistenza (Treviso), mi sono laureato in una Università medaglia d’oro alla Resistenza (Padova) e il mio quartiere è quello di Porta Santi Quaranta, che ai non trevigiani dirà poco, ma è una delle porte della cinta muraria rinascimentale, quella da cui passarono le truppe del Regno d’Italia il 15 luglio 1866, cioè 150 anni fa giusto ieri, entrando nella città liberata dagli austriaci. Quindi, come dire, niente succede a caso e se mi occupo di questione nazionale è perché credo che non potrei fare diversamente.

Parlare di Sud in questi giorni vuol dire andare con la mente alla tragedia ferroviaria in Puglia. Certo, la Puglia sta a Sud ma la Baviera sta a Nord, eppure tu guarda che caso, gli ultimi due frontali ferroviari in Europa hanno riguardato due società private. Certo, la colpa sarà anche stavolta del capostazione e dei pokemon ma se ci credete poco, datevi una letta quel che ci dice Luciano Barra Caracciolo. 

Voglio però parlare e raccontare anche qualcosa di positivo. In fin dei conti dobbiamo pur festeggiare, anche se non è sicuramente il periodo migliore, il fatto che 150 anni fa ci liberavamo dagli austriaci. Questo ovviamente senza nulla togliere alla vicinanza e al cordoglio per le vittime dell’incidente ferroviario e, altrettanto, per le vittime dirette e indirette delle politiche egemoni.

La prima cosa che vi voglio sottoporre è questo sito dedicato curato dalle Ferrovie e dedicato alla mobilità sostenibile. Una realtà da tenere d’occhio.

La seconda sono due dibattiti, di beni comuni e proprietà collettiva abbiamo già parlato, così come di municipalismo ( quiqui, e in vari altri posti…) fra l’altro di quest’ultimo tema dirò prossimamente anche su Indipendenza. Volevo tuttavia segnalare ai cultori di questi temi questa utile raccolta normativa su beni comuni, con in particolare la delibera napoletana, che non ero prima riuscito a trovare e atti amministrativi di altre amministrazioni.

A proposito di Napoli, condivido i video sempre con lo spirito già espresso i video delle due recenti iniziative con De Magistris in Veneto, a Marghera con Ada Colau e allo Sherwood Festival di Padova.

Gli spunti sono ovviamente interessanti e sono sempre più convinto che la vera sfida per quel tipo di esperienza inizi ora: nel primo mandato il problema era ‘stabilizzare il paziente’ e tamponare le emergenze, ora invece è dare una sterzata politica, occorrerà tracciare una linea d’azione non solo di movimentismo e ‘ribellione’ quanto e soprattutto di costruzione di un’alternativa al modello egemone che ne metta in discussione la filiera (NATO/FMI/UE-BCE). Gli esiti protestatari non avranno un grande futuro, o meglio non hanno un futuro all’altezza delle sfide e delle urgenze dell’oggi. I miei più sinceri auguri per quell’esperimento, la storia è sempre stata fatta di tentativi ed errori, quindi lungi da me voler dare lezioni.

Non mancano le contraddizioni in quanto è stato in quella sede detto, nondimeno occorre partire dal presupposto che quella sia la sponda con cui dialogare per la costruzione dell’alternativa. E se fossi in Virginia Raggi coglierei l’antifona…

Qui a Marghera:

Qui a Padova:

Alberto Leoncini

 

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