Piantare del grano, far bambini

Nel pieno di un periodo abbastanza pieno ho giocoforza trascurato questo blog, non perché manchino le cose da scrivere, quanto perché manca il tempo per farlo. E anche questo post non sarà nulla di speculativo. Ero partito dall’intenzione di postare su facebook un video dell’ultimo concerto dei Pooh all’Arena di Verona, poi ho pensato che ci fosse qualcosa di più dell’affetto e della passione per quella che è un’istituzione della musica italiana del secondo dopoguerra. Mi sono sorte alcune riflessioni: la prima è che vorrò vedere i bimbiminkia che affollano i vari talent fra cinquant’anni dove saranno, la seconda è che parecchio tempo che non sento da capo a fondo un loro album. Fra cose da fare, articoli da scrivere, attività politica e tentativi poco riusciti di collocamento professionale, va così. Naturalmente con chi ci ha ficcato qui facciamo tutto un conto. Però sapete, sempre per quel discorso che ‘il personale è politico’, volevo sottoporvi questo articoletto dal blog di Bagnai. In sostanza ci dice sintetizza i vari ‘treni persi’ per il nostro sviluppo… Beh, persi… Diciamo che alcuni ce li hanno fatti perdere.

Tra l’altro giusto ieri il canale yt delle ferrovie ha postato questo video sul Settebello, sempre per la storia de ‘l’italietta della liretta e delle partecipazioni statali’

certo, all’epoca non c’era il ponte sullo Stretto, comodità che oggi noi possiamo vantare, o no?

E la morale qual è? La morale è che qualsiasi cosa vogliamo fare nella vita, se vogliamo poterla fare dobbiamo abbandonare la tonnara in cui siamo. Perché, vedete, tanto per tornare ai Pooh, per ‘piantare del grano e far bambini’, con buona pace della Lorenzin, ci vuole un contesto diverso da quello attuale. Quali sono gli elementi discretivi di ‘prima’, senza voler mitizzare ma analizzando storicamente i fatti, con ‘adesso’?

Due, essenzialmente: l’economia mista- forse è per questo che siete qui- e la repressione finanziaria, cioè il controllo sui movimenti di capitale, oltre la flessibilità del cambio ma quello è un presupposto anche per un sistema puramente ‘capitalista’. O si affrontano, insieme, questi due nodi o non se ne esce.

Detto ciò, cosa si deve fare al referendum del 4 dicembre (votare NO), l’ho già spiegato qui. Cercherò, compatibilmente con tutto, di essere presente a queste latitudini. I prossimi mesi saranno pienissimi, quindi portate pazienza. Purtroppo non è vero che ‘non siamo in pericolo’…

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