Vi porteremo ovunque

Vi dice niente questo titolo? Alla gran parte di voi, credo di no. Si tratta del vecchio slogan dell’Alitalia, quello ‘storico’, prima del ‘piano Prato’ del 2007, che lo sostituì in ‘Volare nella tua vita’, poi sono arrivati i ‘patrioti’ di Berlusconi,  poi le Poste con MistralAir, poi Ethiad e poi arriviamo all’oggi. Era da tempo che stavo preparando i materiali per un post sui trasporti, come sarà questo e vi devo confessare che della vicenda Alitalia, oggi, mi interessa relativamente poco. Mi interessava molto di più parlare di nazionalizzazione dieci anni fa, cosa che feci e che all’epoca era davvero impopolare, quasi quanto criticare l’euro. Non mi fermai lì, scrissi molte altre cose su Alitalia  (forse ce ne sono delle altre di seguito a quelle linkate a fine articolo, onestamente non mi ricordo), ovviamente nel silenzio generale. Ebbi delle attestazioni di stima che ancora gelosamente conservo, ma questa è un’altra storia.

Quindi, ricapitolando, adesso, nell’anno di grazia 2017…mi venite a parlare di nazionalizzazione? Ma esattamente, dieci anni fa, cosa stavate facendo? Io non è che fossi un pieccidì o master in bisnissamministrescionanlò all’epoca: facevo la matricola in una città di provincia, eppure se ci potevo arrivare io a certe conclusioni, magari ci si poteva arrivare anche un po’ più in alto.

Come sia finita, ce lo racconta icasticamente anche il superallineato Corriere , colonizzati a terra, colonizzati in cielo. Usque ad sidera, usque ad inferos, come ci spiegano quelli che amano i brocardi.

In tutto ciò le ‘associazioni dei consumatori’ sono da sempre il terminale delle politiche deflazionistiche made in UE e nascono proprio perché alla dimensione politica della cittadinanza viene sostituita, dall’ordinamento UE, quella economica del consumo, quindi non è un caso che in questi giorni vengano intervistati esponenti delle stesse sull’operatività di Alitalia. A parte che non è dato sapere con quali qualifiche tecniche i suesposti soggetti parlino (abilitazioni? Specializzazioni?), tanto per tornare al noto dibattito sulle ‘fake news’, tuttavia siccome stiamo andando verso il trimestre estivo è pressoché certo che non ci saranno problemi di operatività: la cassa acquisita con l’aumento di domanda di posti e i prezzi relativamente più alti rispetto al resto dell’anno saranno sufficienti per coprire le spese operative (quelli che hanno studiato economia sanno che si tratta di una quasi  rendita  ), ma l’operazione è, chiaramente, quella di abbattere i ricavi nel breve/brevissimo termine, creando quindi una sofferenza nell’operatività dei voli e permettendo all’avvoltoio di turno di prendersi i residui asset attivi o comunque interessanti. Vediamo se mi sbaglio.

Detto questo, comunque, meglio tardi che mai: c’è stato un bel convegno sulla nazionalizzazione di Alitalia, di seguito vi posto i video di Bagnai e Paolo Maddalena, se poi vi interessano gli altri li trovate qui 

E la morale qual è? La morale è che l’impresa pubblica è come l’aria: ci si accorge di quanto serva solo quando manca. Beh, un po’ come tutte le cose essenziali, peraltro… La mattina mica vi svegliate e misurate la percentuale di ossigeno nell’aria, no?

Ne volete una riprova? Leggete qui : ci sono un tram, degli imprenditori (negozianti) e un quartiere di periferia. Sembra una storiella, ma è la semplice realtà.  Naturalmente se poi i tram e gli autobus ce li producessimo anche, sarebbe meglio come già ci dicevamo. Ancora una volta, anche su questo tema occorre guardare con enorme interesse a quello che si sta facendo a Napoli:

E quindi che si fa? Occorre  muoversi, appunto, perché qui stanno scappando con l’argenteria : i conti correnti e libretti ce li hanno già svuotati, ma evidentemente non basta, visto che al governo stanno preparando la privatizzazione 2×1 (paghi uno prendi due, come al supermercato) quella con l’integrazione ANAS/Ferrovie. Qui trovate un quadro più chiaro delle cifre di cui si parla, quando si discute di privatizzazioni. Questo come prelevamento occulto di ricchezza aggregata, poi c’è la vostra personale, di ricchezza, cari lettori: per esempio quando vi arrivano le bollette.  Volete sapere come finisce? Finisce così: a meno che non si inizi, seriamente, a rimettere in piedi un’idea di impresa pubblica e politica economica alternativa a quella dominante.

D’altra parte, che ripensare a un coordinamento delle politiche di intervento pubblico nei settori economici sia un passaggio ineludibile e ineliminabile, come abbiamo già detto, e come prova anche questa notizia: che le utility siglino un protocollo per le sinergie operative, significa solo che l’unica strada sensatamente percorribile è quella dell’holding, cioè l’IRI.

Visto che si parla di mobilità, vi segnalo che il 7 maggio  il comitato che si batte contro la Pedemontana organizza una biciclettata sui luoghi dello scempio, perché, appunto, non tutti i modi di muoversi sono uguali…

Oggi, peraltro, sarebbe anche il Primo Maggio. Settant’anni fa Portella della Ginestra, e prima ancora i ‘martiri di Pietrarsa’: senza agire sugli snodi di cui ci occupiamo, l’unica prospettiva possibile è questa … Quindi, insomma, auguri. Non so voi, ma io credo di averne bisogno.

 

Alberto Leoncini

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