I maccheroni di Stato e le elezioni amministrative

Questo post sarà declinato al contesto locale, con l’ottica municipalista che ci contraddistingue, anzitutto perché il 10 giugno si vota per le elezioni amministrative a Treviso, ma anche perché ritengo opportuno condividere con voi alcune notizie che dimostrano come, ormai, la pervasività del modello euroatlantico dominante sia piena anche su ogni livello di governo: come l’inquinamento quando raggiunge le falde profonde.

Per quelli che non hanno voglia di leggere fino in fondo, specifico che alle prossime elezioni comunali voterò Coalizione Civica per Said Chaibi candidato sindaco, essendo la proposta politica più avanzata concretamente disponibile nel contrasto sul piano locale al liberismo e alle sue logiche antipopolari. Una ‘linea del fronte’ ancora molto arretrata rispetto alle necessità ma, come insegna Togliatti (qui lo spiegone per chi vuole saperne di più) , la politica delle alleanze va fatta nel quadro delle convergenze storicamente concretabili e guardando alla stella polare dell’entrismo. Ovviamente il messaggio politico del voto a questa lista vuol essere una critica alla svolta centrista e continuista dell’attuale amministrazione, oltre che un imprescindibile segnale di cesura rispetto alle logiche perseguite con il renzismo e la prona sudditanza alla logica del vincolo esterno euroatlantico. Mi era oggettivamente impossibile votare una coalizione che ha nel PD il suo perno, ma dopo i recenti sviluppi nazionali, qualsiasi dubbio è scomparso: le forze che fanno da sponda sul piano nazionale al blocco di potere sovranazionale devono scomparire dalla carta geografica della politica. Non è ‘antipatia’ o acrimonia personale, è puro e semplice spirito di sopravvivenza e, dato che siamo in guerra, purtroppo le mediazioni non sono concesse, fine.

D’altro canto che si debba scegliere se stare O con il popolo O con la UE ce lo dice chiaramente questo autorevole esponente del PD stesso

e anche una forza non certo tenera con M5S e Lega come Potere al Popolo si esprime così: 

Non ci interessa sapere se Salvini volesse davvero fare questo governo o no, nemmeno il dibattito su un eventuale impeachment di Mattarella: quello che è inaccettabile è la motivazione della sua scelta. Dire che si rifiuta la nomina di un ministro perché ha una visione della politica monetaria diverse da quelle della UE è inaccettabile. Così come è inaccettabile il ricatto dello spread, che la sovranità sia dei “mercati” e non del popolo che vota. […] Le mobilitazioni che avevamo in programma contro il governo Salvini-Di Maio ora saranno rivolte contro il governo Cottarelli, pura espressione dell’austerità autoritaria del mercato, della finanza multinazionale e dei diktat dell’UE. […] Sfideremo Lega e 5 Stelle a cancellare comunque la Legge Fornero proponendone la riforma in Parlamento, dove avrebbero da subito i numeri per approvarla.

E, già che ci sono, vi posto anche questo passaggio del comunicato che abbiamo redatto come Indipendenza:

 “Mattarella suona contoterzi il requiem alle velleità dei fautori di fantomatiche strade negoziali con le istituzioni euroatlantiche.
In questo disvelamento agli occhi di tanti dobbiamo riconoscergli un merito: aver gettato la maschera circa la preminenza degli interessi ‘esterni’ sul Paese con assoluto disprezzo della volontà politica della cittadinanza italiana espressa con il voto e nonostante un esecutivo, quello Lega-M5S, molto misurato nei toni e modesto nel contenuto programmatico.”

Pur in questo quadro di conclamata divergenza, voglio fare anche alcuni auguri ad  alcune persone che hanno legittimamente, ma non condivisibilmente secondo il mio punto di vista, scelto di continuare la strada della coalizione: anzitutto a Carlotta Bazza per la coraggiosa decisione di candidarsi al consiglio comunale, sperando possa risultare eletta, nella certezza che saprà lavorare con lena e senza risparmiarsi, come lei sa fare, per la nostra comunità. Ci uniscono non solo stima e affetto, credo ricambiati, ma anche un tratto di comune storia politica.

Un grande in bocca al lupo, cui lei risponderà ‘viva il lupo’, va a Mara Canzian per aver accettato di intervenire nella competizione elettorale della nostra città nella prospettiva di portare nelle istituzioni i temi che le stanno a cuore. Spero che chiunque vinca sappia far tesoro delle sue competenze.

Fatte queste doverose premesse che riguardano, poi, solo i trevigiani, volevo proporvi un piccolo ritratto della nostra area con alcuni spunti dalla stampa locale: il primo riguarda le società in ginocchio dopo il crack delle popolari venete, cui hanno dato una bella mano le scelte legislative provenienti dall’Europa:

Il secondo riguarda la riorganizzazione delle Poste , come noto una delle società parzialmente privatizzate dal duo Letta-Padoan. Non so se vi sia capitato di spedire qualcosa, ma qualcosa sui costi dovreste aver notato, in ogni caso i dipendenti sicuramente hanno qualcosa da raccontarci:

Il terzo spunto riguarda questa notizia, sono cose che possono capitare quando fai una gara e la vince una multinazionale tedesca, o meglio la filiale italiana di una multinazionale tedesca. C’è chi la chiama globalizzazione, chi colonizzazione, perché non so a voi, ma a me il fatto che uno debba venire dalla Germania per gestire i parcheggi di Treviso non suona tanto.

Così come meno ancora mi suona che la principale organizzazione di agricoltori sia estromessa da un ambito imprescindibile come il funzionamento dei mercati generali.  Qui potrei raccontare anche un episodio, ma mi taccio per carità di patria sull’amministrazione uscente che, come si vede,  è bravissima a inguaiarsi da sola riuscendo in capolavori politici come farsi criticare a sinistra da Forza Italia.

E questa, giusto per concludere la rassegna, ci dice cosa significhi stare nella NATO.

Questa che vi ho descritto sino ad ora è la declinazione locale di quella che noi a Indipendenza chiamiamo la razionalità strategica della crisi, e che Bagnai chiama ‘unire i puntini’  ma il nostro territorio ci ha regalato anche dell’altro ultimamente.

Purtroppo non è una bella notizia ma, come forse saprete, Pasta Zara è in crisi e ha chiesto il concordato (ricordo che è una procedura concorsuale, quindi, per i non addetti ai lavori: un fallimento soft). Vi posto però un passaggio dell’articolo appena linkato:

” tutta la quota di controllo del gruppo, di proprietà della holding della famiglia Bragagnolo, è in pegno alla Bank of China, di proprietà statale, la quale avrebbe anche altre garanzie patrimoniali su magazzini e marchio.”

Ricapitolando, quindi, lo Stato italiano non può occuparsi di passata di pomodoro o panettoni, come noto, ma lo Stato cinese può occuparsi liberamente di maccheroni dall’altro capo del mondo.  Tranquilli, che va tutto bene e le partecipazioni statali servono al massimo per crearci pagine satiriche su facebook, su cui passare le giornate da disoccupati.

Alberto Leoncini

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