Economie carcerarie e impresa pubblica: quale futuro, quali prospettive

Prendo spunto dalla realizzazione di questo bel reportage a puntate da una collaborazione la Repubblica/Antigone sulle condizioni delle carceri italiane per trattare un tema di cruciale importanza per chi si occupi di impresa pubblica, cioè le economie carcerarie.

Non v’è dubbio che la riqualificazione professionale e l’offerta di percorsi rieducativi basati su un’alternativa lavorativa sia un fatto imprescindibile per evitare recidive, per cui è chiaro che devono essere attivati anche da parte della domanda pubblica percorsi di sostegno a questa forma di impresa. Naturalmente si va sempre lì: occorre mettere in discussione le logiche della filiera mercatista egemone, che si tratti di privatizzazioni o di economie carcerarie, da lì non si scappa, un po’ come dal carcere, insomma. Naturalmente, visto che dobbiamo conteggiare tutti gli zerovirgola sarebbe da valutare il costo per la società di un recidivo e l’acquisto di beni e servizi senza ricorrere al mitico ‘mercato’.

Il paradosso è che siamo ossessionati da ‘sogni’e ‘visioni’ quando si parla di integrazione europea, poi concretamente l’unico orizzonte di azione politica possibile è il ragionierismo spinto. Ad ogni modo, come i lettori di questo blog sanno, oggi si tratta di combattere una battaglia che è insieme culturale ed economica, a tal proposito è imprescindibile conoscere e far conoscere ciò che si sta muovendo sul terreno della costruzione dell’alternativa, per esempio forse non tutti sanno che c’è un ottimo, a quanto a mia conoscenza il più completo, database di prodotti dalle carceri italiane nel sito del Ministero della Giustiza e a Torino ha aperto Freedhome , negozio dedicato proprio ai prodotti carcerari (su questi temi v. in particolare 7 e 8).

Carcere, ma non solo: per la specificità antimercatista che anima questo spazio non si può non segnalare la rete fuorimercato che unisce produzione economica, rivendicazioni sociali e sovranità alimentare.

Qualche che sia il vostro livello di aggiornamento sulla realtà, si sta alzando il livello dello scontro politico/sociale e probabilmente ancora si alzerà nei prossimi mesi. Se avete qualche euro (5,10, 15 o anche di più, non faccio i conti in tasca a nessuno), vi consiglio di devolverlo a chi da anni sta lavorando per uscire da questo pantano, tipo  Indipendenza, o Asimmetrie APS : l’informazione (non la propaganda) saranno beni vitali per sopravvivere nel prossimo periodo.

I mezzi di queste realtà sono, a dir poco, ridicoli rispetto a quelli su cui possono contare i nostri avversari: ne volete la riprova? Greekcrisis di Panagiotis vorrebbe far su 5.000 (cinquemila) euro per comprare una macchina usata. Questo è il livello in cui le realtà di opposizione operano. Da sempre c’est l’argent qui fait la guerre, quindi fatevi i vostri conti e valutate serenamente il da farsi.Ah, poi ci siamo anche noi

A margine di ciò, vi segnalo, fra i video in particolare quello dedicato a maternità e carcere e quello dedicato alla sfera affettiva e detenzione (2 e 6), perché forniscono un quadro molto efficace di due problemi enormi, cui in Norvegia hanno dato delle risposte significativamente diverse, come si vede le battaglie di civiltà da combattere sono ancora molte.

Alberto Leoncini

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