E sarà stato inutile avere ragione

Questa frase è, come i più attenti ricorderanno, di Indro Montanelli intervistato da Curzio Maltese sulla fine del berlusconismo fra scandali e malcostume. Ovviamente è andata così, seppur ‘l’operazione Monti’ sia stata filoguidata dalle forze euroatlantiche interessate a sbarazzarsi dell’inaffidabile ex cavaliere e tenere al contempo assieme i cocci dell’euro, fatto questo che emerge con sempre maggiore nitore.

Devo dire che vi è, invece,  una gravissima sottovalutazione del renzismo, visto tutto sommato come un ragazzotto un po’ spaccone e velleitario ma in fin dei conti promotore di istanze tutto sommato condivisibili.

I problemi del renzismo non sono una questione di bon ton.  Renzi, al contrario, rappresenta il peggior rigurgito delle pulsioni autocratiche e violentemente autoritarie mai sopite di questo Paese, quelle che Pasolini definisce ‘veleni antichi’ e ‘metastasi invincibili’.

Vero è che lui si trova dov’è grazie a una manovra di palazzo e grazie alla complicità, più o meno consapevole, della ‘minoranza’ del suo partito che, fra un ruttino e l’altro, mai manca di accordargli la fiducia di cui ha bisogno.

Le abilità di Renzi sono oggettivamente straordinarie: riuscire a farsi rappresentare come ‘l’unica possibilità’ per un ‘Paese senza alternative’, quando il suo governo rappresenta solo una raccogliticcia pletora di affaristi e mezze figure catapultate, è un capolavoro politico come non se vedevano da anni.

Proprio per questo è pericolosissimo, perché non ha nulla da perdere. Ha sempre vissuto di politica, come il più scafato politico vecchio stile, sa perfettamente che deve continuamente alzare la posta dei servigi da rendere alle forze economiche che lo sostengono dosando bastone (job act, alternanza scuola lavoro, privatizzazioni…) e carota (gli 80 euro, mirabolanti investimenti promessi a destra e manca, i 500 euro agli insegnanti, bonus bebè…). Sa che la sua parabola politica è destinata a concludersi in un orizzonte temporale sicuramente più breve di quello della sua vita, è troppo intelligente per considerarsi uno statista. Proprio la piena consapevolezza della sua assoluta mediocrità, tratto comune a tutti i dittatori, peraltro, è il suo più grande atout, e come le grandi star, esalta il suo difetto fino a farlo sembrare desiderabile e affascinante.

Il mistero che oggettivamente non riesco a spiegarmi è quale sia il segreto che rende digeribili e accettabili le operazioni di Renzi quando le stesse venivano invece contestate a Berlusconi. Sinceramente non lo so, posso solo ipotizzare che la persistenza della crisi economica e la sensazione di generalizzata sfiducia unita alla massiccia svalutazione di scuola e cultura abbiano creato un mix micidiale in un Paese incline, per tare storiche, alla ricerca dell’uomo forte.

In tale di quadro è inutile nascondersi che dense nubi si addensino sul nostro futuro: il referendum costituzionale è una autentica roulette russa, nondimeno sarà fondamentale lavorare per la più estesa affermazione del NO, ben sapendo che la propaganda dispiegherà il suo potenziale- economico e mediatico- ai quattro venti e che la strada è fortemente in salita per il vento di antipolitica e qualunquismo che spira forte come non mai. Il ‘mah proviamo’ è un sentimento talmente diffuso da rendere verosimile che egli possa spuntarla ottobre, naturalmente la catastrofe che ne seguirebbe è di proporzioni neanche lontanamente quantificabili sia sul meccanismo di modifica dell’architettura dello Stato, sia sul significato politico che legittimerebbe Renzi praticamente a vita, sia per il combinarsi di riforma costituzionale e riforma elettorale da cui possono scaturire opzioni politiche mutanti ad oggi imprevedibili…o meglio, prevedibilissime.

Occorre anche chiarire un fatto: anche ad ammettere che Renzi stia facendo delle cose buone (esempi non sono in grado di farvene, ma facciamo che ci siano), questo non sposta di un millimetro la sostanza delle cose, perché con la stessa logica dovremmo rivalutare il nazismo perché ha fatto le prime importanti campagne antifumo. Poi, certo, ha incenerito qualche milione di persone, ma con i polmoni puliti.

Al momento non vedo ‘aiuti’ dall’esterno, seppure il referendum inglese e la situazione greca potrebbero portare a far detonare le sempre più forti contraddizioni dell’edificio comunitario ai cui comandi Renzi risponde. Per una questione statistica la struttura dell’UE crollerà: l’Austria ha escluso dal ballottaggio le forze tradizionalmente più filo UE, in Finlandia si discute in parlamento di uscita dall’euro, di Grecia e Gran Bretagna abbiamo detto, e noi, nel nostro piccolo abbiamo CasaPound che elegge tre consiglieri a Bolzano. Ora, siccome non vorrei dover scegliere fra un fascismo ‘storico’ e un fascismo duepuntozero, è bene darsi da fare per strutturare un’alternativa. Gli edifici pericolanti è meglio abbatterli, cercando di non restarci sotto.

Indipendenza lo ha detto in tutte le salse, uscire non basta e d’altra parte anche Bagnai parla di ‘condizione necessaria ma non sufficiente’. È fondamentale l’ora per l’allora, tornando a formulare rivendicazioni positive e disegnando un’altra idea di società e di politica.

A tal proposito vi propongo il mio intervento all’assemblea di Indipendenza a Roma lo scorso 9/4.

riassumo brevemente i passaggi che mi sembrano maggiormente urgenti oggi:

Costruire una comunità, il personale è politico: occorre ripartire da questa consapevolezza sia per gestire la fase di minorità e attutire la solitudine (l’oggi) sia per creare (domani) le condizioni per un’affermazione su vasta scala di una maggioranza politica prima, numerica poi, diversa. Questo primo punto è importante per un altro aspetto: votare con il portafoglio. Ne parlano Bagnai, Becchetti e Baranes in questa puntata che condivido con voi e anche con riferimento al tema del workers buyout su cui scriverò nel prossimo numero di Indipendenza:

Far circolare le idee, come già ci siamo detti  e ripetuti  . A tal proposito, riservandomi di tornare su questi punti che, comunque, gira gira sono quelli di cui ci occupiamo sempre, segnalo questa notizia sul buco dei derivati e sul come (chissà come…!?) il governo lo vuole tappare in uno al sito derivati.info curato dall’avv. Angiuli di Bari, che ho avuto modo di conoscere di persona alla sopraccitata assemblea.

Organizzare politicamente tali istanze in una soggettività…. E su questo, al lavoro!

Alberto Leoncini

PS: Ci vediamo alla 4passi con Movete

 

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